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Aumentano Politiche Investimento ESG e SRI tra gli Investitori Italiani, con un Focus sull'Ambiente
Il Quaderno di Approfondimento 2024 realizzato da Itinerari Previdenziali, con il patrocinio di ASviS e FeBAF, evidenzia un crescente impegno degli investitori istituzionali italiani verso la sostenibilità.
Il 53% degli enti nazionali adotta politiche di investimento ESG (Environmental, Social, Governance) e SRI (Sustainable and Responsible Investment), con un'attenzione particolare all'ambiente e al Goal 13 dell'Agenda 2030. La volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile guida l'82% degli investitori.
L'indagine mostra un crescente interesse per la finanza sostenibile e la necessità di scelte di investimento a medio-lungo termine. Nonostante i progressi, restano margini di miglioramento legati all'adeguamento al quadro regolamentare in evoluzione.
La pubblicazione esamina l'impegno e le competenze degli investitori, offrendo un confronto con i dati degli ultimi sei anni.
Caratteristiche e Soddisfazione degli Investitori Istituzionali
La prima sezione del questionario mira a raccogliere informazioni sulle caratteristiche generali degli investitori istituzionali.
Si indaga sulla dimensione del patrimonio, sugli strumenti di investimento utilizzati e sul livello di soddisfazione per le performance finanziarie ottenute, nonché sul rapporto con gli advisor.
Negli ultimi anni, la valutazione positiva degli investitori sulla diversificazione degli investimenti è aumentata costantemente. Nel 2024, l'84% degli investitori ha valutato positivamente la propria diversificazione, con una lieve diminuzione rispetto al 85% registrato l'anno precedente.
Un'analisi significativa riguarda la soddisfazione relativa alla performance finanziaria nel corso del tempo. Nel 2024, il 93% degli investitori ha espresso opinioni positive sulle performance del 2023, segnando un notevole miglioramento rispetto al 78% registrato nel 2023, dopo le scarse performance del 2022.
Le Politiche di Investimento SRI e l'Importanza degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
La seconda parte del Quaderno di Approfondimento 2024 si focalizza sull'utilizzo dei criteri ESG per valutare la quantità e la qualità degli investimenti sostenibili compiuti dagli intervistati, concentrandosi sulle motivazioni che guidano l'adozione di politiche di investimento SRI. Nel 2024, il 53% degli enti adotta politiche sostenibili.
Il 50% del campione ha confermato di considerare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 nella propria politica di investimento. Tra i Goal più rilevanti, al primo posto c'è il Goal 13 - Lotta contro il cambiamento climatico, con il 73% delle preferenze. Al secondo posto, a parimerito, ci sono il Goal 8 - Lavoro dignitoso e crescita economica, e il Goal 3 - Salute e benessere, entrambi con il 63% di preferenze.
Al terzo, c'è il Goal 7 - Energia pulita e accessibile, scivolato in quinta posizione rispetto all'anno precedente. Agli ultimi posti, ci sono il Goal 15 - Vita sulla terra - e il Goal 14 - Vita sott'acqua - con rispettivamente il 13% e il 15% di preferenze.
Gli investitori istituzionali sono stati poi interrogati su quale lettera, ossia dimensione, dell'acronimo ESG, avesse maggior peso nelle loro scelte di investimento. Le indicazioni ottenute sono abbastanza omogenee, con una predominanza della E (dimensione ambientale) al 37,9% (rispetto al 35% del 2023), seguita dalla lettera S (sociale) al 31,4% e infine dalla G (governance) al 30,7% delle preferenze. Ancora una volta, come per gli Obiettivi delle Nazioni Unite, l'ambiente rimane il fattore principale che guida le scelte e gli obiettivi degli investitori.
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